Sei curioso di sapere qualcosa in particolare? Prova a guardare se ne ho gia' parlato

lunedì 24 aprile 2017

Cose che in Cina non si possono fare: Things you cannot do in China:




Nonostante ti bombardino il cervello appena accendi Rai International o guardi due notizie italiane su internet: NO,  BASTA; noi non possiamo usare le vostre ricette su  "come riciclare le uova di Pasqua e la colomba".


When turning on the TV for simply watching some news, a myriad  announcements continuously pop up on the screen: NO, we can't use  "how to recycle your Easter eggs chocolate recipes" here in China.



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lunedì 17 aprile 2017

Oh Bella Ciao

Le ultime elezioni in Turchia mi hanno fatto ripensare ad una giornata del lontano giugno 2013 quando mi ritrovai in una macchina a passeggio per le strade di Suzhou,  Repubblica Popolare Cinese, in compagnia di tre amiche turche.
Lì tra loro mi trovai in una situazione surreale e riscoprii il valore della Libertà racchiuso in quei versi imparati alla scuola elementare.

"O bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao"

Cantai a squarciagola questa canzone, inaspettatamente insieme a persone di un altro Paese in uno dei Paesi tra i più discutibili in fatto di democrazia. Quelle parole e quella musica mi hanno bagnato gli occhi.
E il cuore, a ripensarci ancora oggi e alla luce dei fatti turchi, vibra.

Allora erano giorni di battaglia per le strade di Istanbul e alcuni ragazzi intonavano questa canzone e la rinnovavano con parole dai suoni sconosciuti nei versi ma con il nostro famigliare ritornello.
Mi sentii onorata.
Mi sentii grata verso le mie maestre che me la avevano insegnata; ricordo ancora i fustini cilindrici di cartone dei vari detersivi per il bucato, su cui battevamo il tempo

"O bella Pum O bella Pum o Bella Pum Pum Pum ".

Si facevano i cori, banchi di destra, centrali e di sinistra, maschi, femmine e poi tutti insieme per trovare nuove armonie e impararla bene senza capire in fondo il perché.

E poi i viaggi in macchina ad intonarla con la mia famiglia, la voce intonata e forte di mio padre e quella insentibile di mia madre, infine la mia timida ma fiera al seguito.

Ci si dimentica troppo spesso che il nostro Paese ha lottato per avere ciò di cui oggi usufruiamo, le sicurezze, i diritti di protestare, di non essere d'accordo, di leggere quel che si vuole, di apprendere, di studiare, di viaggiare, di indossare, di professare, di credere.

Queste libertà sono frutto anche delle lotte di chi intonava quelle parole che mi fanno piangere.
Chissà se faranno piangere ora i ragazzi turchi in piazza:

"O bella ciao, o bella ciao, o bella ciao ciao ciao"



The last elections in Turkyie reminded me of a day in June 2013. That time I was in a car with three Turkish friends. Suddenly, I seemed to rediscover the true value of freedom enclosed in the lyrics of an Italian Patriotic song,
"O bella Ciao, o bella Ciao, o bella Ciao Ciao Ciao"

I sang this song with the most unexpected co-singers I could have: people from another country;  in a country where democracy is not so well-known.


Those words accompanied by that music wet my eyes. My heart is still trembling.

Those were days of great protest and battles in the streets and main squares of Istanbul; some people were singing different verses of the song whilst still preserving the Italian chorus.
I was feeling honoured.
I was feeling grateful whilst thinking back to my primary school teachers who taught me this song; I still remember how we played it while beating on empty detergent containers: "Oh bella” BOOM “Oh bella” BOOM “Oh bella” BOOM BOOM BOOM 


We were organised in different choirs: girls and boys, on the right, on the centre, on the left, producing new melodies every time without inquiring the reason.

And the trips in the car with my family singing it, my dad’s voice, strong in tune, my mom’s voice totally out of pitch,  and mine, shy.

We are forgetting way too often that our Country fought to have all the rights we are used to: the feeling of safety, the right to protest, to not agree, to read everything we want, to learn, to study, to wear, to believe in.
This freedom is also the result of the fights of who was singing those words that still make me cry.
I wonder if those words are making the Turkish youth cry now.

 O bella ciao, o bella ciao, o bella ciao ciao ciao"



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KEEP CALM AND O BELLA CIAO

domenica 16 aprile 2017

Pasqua, questa sconosciuta, e la mia Resurrezione. Easter, the Unknoun, and my Resurrection

Cari amici e amiche, cara me stessa,
la Pasqua 2017 è arrivata e con lei si è paventata anche la mia voglia di tornare a raccontare tutto quello che mi accade oggi nella mia (ancora) vita da espatriata, e quel che nel frattempo mi è accaduto.
Mi è sempre dispiaciuto aver abbandonato il blog, ma un po' la mia scarsa propensione verso tutto ciò che è costante e abitudinario, un po' (molto) per il fatto di aver diffuso (in preda ad un improvviso fanatismo andante) la voce tra amici e (soprattutto) parenti, onde per cui pentirmi che tutti sapessero i fatti miei, un po' per aver vissuto momenti di panico da traslochi, un po' a causa di un figlio desiderato che non arrivava, un po' per colpa di varie crisi da espatriata che concernevano tra l'altro la voglia di sopprimere l'intero popolo asiatico (che non è bello da raccontare, ma se siete sinceri sapete che accade a tutti prima o poi); beh a causa di tutto ciò, e di molto altro che prima o poi statene certi verrà fuori, è subentrato un periodo in cui sono rimasta lontana dalle luci della ribalta del mio micro cosmo fatto di post ed etichette.
Ora bando alle ciance e raccontiamo cosa è successo il giorno della Santa Pasqua.

Dear friends, dear LUCina,
Easter 2017 arrived; it came with her usual Spirit of revival and good intentions, this time it came also with my will to start again to tell and relate my days of expat life.
I always regretted to leave my blog, but a lot of  events and feelings required me to do so. It was my perennial way to hate constancy for example, my silly idea to share my blog address with all my friends and also to my relatives (later feeling so regretful about that), my panic whilst moving around at least other three houses then, it was my sadness about one son who was not coming. It was my expat crisis against all the Asian population (not nice to talk about but if you are sincere you have to admit that all expats are going through this just for a while). For all these reasons and much more (I will tell about that sooner or later, don't worry) my will to be one of the Expat Flag Holders in China disappeared .
Now I'll stop talking and just tell what happened during Easter's Day.


Da queste immagini potete capire subito dove mi trovo:
You can easily deduct where I am:


Aquiloni, bambini con la spaccatura dietro ai pantaloni
Kites, kids with 'free bottom'









Ma gli adolescenti sono un poco lontani da una visione cristiana della vita e continuano a trovare tutto molto divertente.
'Mamma hai sentito cosa hanno detto?   -Do you have an empty shoe? -Yes, I do '
e cose così.

Bussola 'deve' portare fuori i bambini perché cominciano ad essere parecchio molesti e se ne sentono le urla anche da distante, e loro : 'Mamma avranno gettato l'acqua Santa sui babies'

'Mamma guarda il libretto della Messa, siamo sicuri che non sia quello dell'Anticristo?'


'Mamma guarda il soffitto: anche Dio è cinese'
In effetti ha due baffetti che sembra Mastro Shifu di Konfu Panda. Però a me sembra molto interessante questo fatto. Chi ci rassomiglia alla fine è più rassicurante. Che faccia avrebbe un ipotetico Dio in carne e ossa?  Da noi non si usa molto rappresentarlo. Di solito c'è un triangolo al suo posto. Beh anche qui in effetti il triangolo c'è.

My teenagers are, of course, not accustomed to a holy Christian vision of life and are excessively  finding everything so funny.
'Mom, did you listen to what they said? -Do you have an empty shoe? -Yes, I do' and so on with similar misunderstandings.

Compass 'has' to accompany the babies outside because they are so incredibly noisy, but we can hear them scream also from far away, while the teenagers exclaim: 'Mom, somebody surely throwing holy water on the babies'

'Mom, look at the song book, are we totally sure it is not an AntiChrist book?'

'Mom, look at the roof. Also God is Chinese'
By the way it is true, God has such stylish moustache. Master Shifu in KongFu Panda had totally the same.
I think it is an interesting observation anyway. Who is similar to us, at the end, reassures us more. I'm wondering what kind of face a human God would have. In Italy we rarely used to paint him; usually he is just represented with a Triangle. Huh, also here there is a triangle. 


Nonostante tutte queste distrazioni, dovute a tutti e quattro i figli, decido di non perdere la mia voglia di sentirmi a contatto con quel 'qualcosa di più grande di noi' che non può non esistere in qualche forma.
Voglio fare la Comunione.
Basta.
Sono anni che non la faccio.
Chissenefrega se non credo a tutto, se credo a niente, se mi sono confessata quindici anni fa, ecc ecc. Voglio ringraziare a modo mio per tutto quello che ho.
Vado.
Peccato che Drago di Riso fosse in preda ad una crisi da esorciccio. Peccato che per farlo smettere, nonostante i suoi dodici kg abbondanti, lo abbia 'dovuto' attaccare alla tetta. Peccato che il momento della Comunione stesse finendo e sia andata all'altare col bambinone in braccio.
Ora non solo dopo tre anni consecutivi di allattamento posso dire che tutta la Cina mi abbia visto le tette.
Ora di sicuro posso affermare che anche il Vescovo Cinese me le ha di sicuro
 viste.

 Despite all these distractions due to all my four kids, I decide that I absolutely don't want to lose the opportunity to feel myself as part of something bigger.
I want to get the confirmation .
Sure.
I want to.
Years passed by without the possibility for me to have it.
I don't care if I don't believe in everything, if I believe in anything at all, if I didn't confess myself, if...
I want to be thankful for what I received from life.
Ok, I go.
It was a pity that Rice Dragon started to cry like an evil creature. It was a pity that I 'had' to stop him by offering him my boobs. It was a pity that the queue for confirmation was finishing and I had to run with my 'little'-- of at least twelve kg-- baby in my arms.
Now, after three uninterrupted years of breastfeeding, I can say not only that 'the whole China watched my boobs' but now I can affirm without any doubt that also a Chinese Bishop watched them.   
Ecco il fortunato
Here you are 'lucky man'