Sei curioso di sapere qualcosa in particolare? Prova a guardare se ne ho gia' parlato

giovedì 18 maggio 2017

Metti un giorno un pic-nic a Suzhou

Il cielo è sereno, l'inquinamento è minimo, i pruni sono in fiore. Si va. Pic-nic!
The sky is blue, the pollution is low, plum flowers have blossomed. Let's go for a pic-nic!

Prendo il passeggino gemellare, rubo una coperta dalla poltrona in sala, riempio due borracce dei bambini,  una bottiglia di acqua per noi grandi, infilo nello zaino tre banane, ci fermiamo a comprare una decina di baozi e partiamo alla volta della gita fuori porta: via. 
I take the twin stroller, I steal a blanket from the living room, I fill the water bottles, I put three bananas in my backpack, we stop to buy some baozi and we are ready for the outdoor adventure. 
Risultati immagini per baozi

Arriviamo a destinazione e la mia amica Elif sta scendendo dalla macchina accompagnata dai figli e da un amico di famiglia. Ognuno viene caricato di un numero imprecisato di pacchi, sacchi e oggetti. Anche il passeggino verrà caricato allo sfinimento, oltre alle nostre braccia. Vaghiamo in cerca di uno spazio nel verde schivando venditori di mele candite e le tende montate sul prato dalle famiglie in gita (cosa abituale qui in Cina).
We arrive at our destination; my friend Elif is getting out of the car with her kids and a family friend. There are lots of bags, packages and objects for everyone to carry.  We wander around the garden trying to avoid caramel apple sellers and camping tents (here in China many people in set up tents for picnics).


Una volta deciso dove sistemarci comincia lo show: c'è tutto. Dalla maionese, alla senape, al pane fresco, ai panini, alla torta al cioccolato. Ci sono lo yogurt, il formaggio e tutti i latticini. 
C'è il tè turco servito direttamente nel servizio buono con i Turkish delights.

As soon as we found a suitable place to stay the show began: there is everything. From mayonnaise to mustard, fresh bread and sandwiches, chocolate cake, yogurt, cheese and all dairy products. 
There is Turkish tea, served directly in pretty cups, with a super thermos that is keeping it warm, with Turkish delights.
 Risultati immagini per tè turco


Ci sono due poltrone con schienale in pelle umana e la possibilità di appoggiare placidamente braccia e bicchiere. 
There are two armchairs with a human skin setback, they are capable to rest your arms, back and hold your drink.

Ma ecco un urlo di disperazione squarcia il dolce siparietto.
Il cinguettio degli uccellini adagiati sui rami dai fiori appena sbocciati viene sostituito da lamenti.
 "Che succede mia cara Elif?"
 "HO DIMENTICATO IL PLAID". 
E ora come facciamo ?
In effetti però a guardar bene oltre al plaid mancano anche il dodo e il telefono a gettoni.
Suddenly a desperate scream breaks the harmonious atmosphere.
The chirping of the lovely birds is interrupted by complaints.
"What is the problem my dear Elif?"
"I f FORGOT THE PIC-NIC BLANKET".
For God's sake, what can we do now?
But actually if you think more carefully there are also a dodo and a coin phone missing.
Risultati immagini per dodoRisultati immagini per telefono a gettoni


Meno male che a consolarci c'è lui: l' Aquilone.  Una farfalla con apertura alare di tre metri per due, probabilmente a quattro posti.
Luckily there is something that is making us experience an immediate sense of happiness: a Kite.  THE Kite.
A four-seated butterfly with a three by two meters  wing span.


Evviva. Tutti  dimenticano il dramma del plaid dimenticato (di sicuro  professionale con retro in reso-plastica e poggiapiedi incorporato) e si mettono ad armeggiare felici attorno all'Aquilone.
Yay. Everybody forgot the forgotten blanket (sure well equipped too) and start to happily reunite for "THE"kite assembly.

Finalmente eccolo l'aquilone "[...]che ondeggia urta, pencola, sobbalza, risale, prende il vento; ecco pian piano tra un lungo dei fanciulli urlo s'inalza.
S'inalza e ruba il filo dalla mano [...]''

Finally kite is ready to fly: "[...] And there it hovers, flips, veers, dives askew,
Lifts again, goes with the wind until
It rises to loud cheers from us kids below.
It rises, and the hand is like a spool
Unspooling thread [...]''

Ed eccolo lì dopo un minuto di puro divertimento incagliato inesorabile tra i rami.
Ci vorrà l'intero pomeriggio per disincagliarlo.
But after one minute of pure fun it flew directly on top of a tall tree. It will take the whole afternoon to have it back.


sabato 6 maggio 2017

Hu Liu e la sua Dark Wave (Onda nera)

Una volta all'interno dell'allestimento si scopre di essere circondati da tele nere.
Nere. Tutte nere.
Per sei grandi tele oltre i 3m x 2m non si intravede altro che il nero.
La perplessità si fa strada.
Ci si sente presi in giro e defraudati.


When you come in you find yourself  surrounded by a multitude of black canvas.
Black; they are all black.
Six big canvas more than 3m x 2m large don't offer any possibility other than black.
Uncertainty takes over you. You feel as if somebody pulled your leg, like someone stole you something.

Solo avvicinandosi si notano le onde; il vento deciso ma clemente le ha sparpagliate nella tela.
Ogni tela a guardarla bene è differente.
Ogni millimetro di nero è stato formato dalla polvere di grafite di migliaia di matite che sono state usate incessantemente e costantemente in modo da occupare tutto lo spazio e coprire tutto il bianco della tela.

Only by getting closer you can observe the waves.
A strong but indulgent wind spread them around the canvas. If you look better, you can see that every canvas is different. Every millimeter of black is the result of the graphite powder of thousands pencils. All this incessant and constant work to cover in black all  the space of the white canvas.

Lo Ying e lo Yang.
Il bianco e il nero.
Ying and Yang.
Black and white.

L'eterna lotta. L'eterna attrazione.
La tradizione e l'insofferenza.
La ricerca del nuovo attraverso la pacatezza e la continuità dei gesti.
Uno strappo urlato attraverso la copertura e il nascondiglio.
The eternal fight. The eternal attraction. The search for the modern protest through slow gestures from the past. A black refuge; a sprain in the canvas.

Ovunque io mi giri, ecco un'onda nera che si abbatte su di me




venerdì 5 maggio 2017

Chinese Contemporary Artist Liang Shaoji


Liang Shaoji



Sha Sha Sha















Il tempo che passa, l'abbandono, il degrado, la patina che si appoggia inesorabile su tutte le cose, la sabbia,  il graffio sulla lavagna, il taglio, il disagio, ma anche la vita che nonostante tutto si fa strada, avvolge, si ritira su se stessa ma poi trova il modo per emergere e lasciare stralci, ancora.

The time passing by, dereliction, the glaze slowly covering everything. the sand, a scratch on a blackboard, the cut, the annoyance.
But also  life that is breaking free despite everything; wrapping itself in a cocoon, but ,at the end,  finding a way to appear and leave.  






L'evento facente parte del ciclo "Arte e dintorni" è stato organizzato da Raffaella Gallo per conto di ADIS.
La curatrice, educatrice dell'arte Sheila Greenspan ci ha accompagnato al blocco 10 della ShanghART Gallery West Bund attraverso gli spazi occupati da due esposizioni di due diverse artiste cinesi contemporanee, suggerendoci un modo più intimo di assaporare le opere attraverso un workshop e un'interessante discussione.

This event was organised by Raffaella Gallo for ADIS.
Curator and art educator Sheila Greenspan guided us through the 10th block of ShanghART Gallery West Bund. The two exhibitions belong to two contemporary Chinese artists. She suggested we use a different approach to visualise the art works and she guided an interesting discussion about art.





mercoledì 3 maggio 2017

Il CAFFE' Italian Coffee VS American Coffee and Chinese Coffee L'invasione dei PAR


Il caffè.

No ragazzi. Non toccateci il caffè.
Io ve lo dico, non sono una che beva trenta caffè al giorno.
Non mi piace senza zucchero, non sono una fanatica del "eh ma così non riesci a sentire le cinquanta sfumature della tostatura" ecc.
Attenzione, sì tappatevi gli occhi, mi piace pure macchiato.



E, e qui ve lo affermo proprio con gusto, mi piace il caffè della moka.
Quello che ha bisogno di lentezza, di gesti antichi.
Mi piace la polvere del caffè, mi piace il suo aroma; mi gratifica rimpiazzarla nel suo contenitore di latta appena finisce e annusare intensamente la confezione appena aperta . Mi piace che ne scappi sempre un po' sul tavolo e ritrovarla fastidiosa nello straccio umido utilizzato per ripulire il ripiano. Mi piace avvitare la macchinetta per bene, piazzarla in bilico sul fornello e restare in attesa del gorgoglio che è musica per le mie orecchie. Annusare quindi ancora il profumo che si è diffuso in cucina e poi finalmente berlo, in tazze piccole, magari decorate finemente, con una bella zuccheriera, con qualcuno a cui si vuole bene vicino. Senza telefonini o tablet . Magari giusto il suono di una tv in lontananza che blatera in italiano mentre si chiacchiera tra noi.

In Cina sono arrivati, come al solito, prima gli americani di noi e hanno naturalmente portato qui la loro idea di caffè. Quello che si vede nei film, bevuto in bicchieroni di carta enormi (grande, venti, e altri nomi pseudo-italiani inventati per le varie dimensioni del bicchiere...) con tappo di plastica su cui appoggiare le labbra.
Questo coffee viene di solito trasportato in giro fumante per le strade mentre il proprietario indaffarato si tracina dietro anche una ventiquattro ore piena di documenti importantissimi oppure viene appoggiato accanto al laptop  in un locale (non chiamateli bar) e sorseggiato mentre si sta facendo un lavoro indispensabile.
A parte che è unammmmer   schifez  un indigeribile liquido nero, ma che stress che mi mette addosso il loro coffee.
Insomma un po' (tanto) godo dell'imitazione che i cinesi avevano fatto della catena più famosa di coffee americana.





Risultati immagini per starfucks
A breve ne aprirà uno di quelli veri nel mio compound. Sto pensando di trasferirmi.


Poi  hanno provato  ad inventarsi un nome in autonomia e hanno mobilitato in soccorso poco di meno che quel signore che già viene convocato parecchio per altre ragioni (anche accanto ad aggettivi non proprio gentili e assieme ad altre persone con l'aureola).


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In molti si sono chiesti se lo facciano all'altezza. Beh: NO.


Ed ora la disfatta più totale per il nostro caffè italiano (signori e signore attenzione): i cinesi ora il caffè lo prendono al PAR
Giuro, al PAR, con la "P".  Non scherzo.
E saremo invasi visto che fanno parte dei FamilyMart, quei negozietti malefici che sono ovunque e vendono dal tagliaunghie allo shampoo, dai salsicciotti fumanti alle bibite, dalle carte da gioco ai gelati.



"Par caffè, ma caffè non è"
 Ma non disperatevi. Ci sono io, BaiLuJi, che nel mio piccolo salverò la mia comunità.
Per il classico International Day della scuola dei miei figli (che si ripropone annualmente e si avvicina inesorabile) ho preparato quest'anno il cesto che rappresenta l'Italia.
Un cesto che parla di vero caffè.



Riscattane uno per riscattarne miliardi.
Come si diceva? (A Genova probabilmente?)
"Senza il centesimo non si fa il milione"