Sei curioso di sapere qualcosa in particolare? Prova a guardare se ne ho gia' parlato

sabato 28 aprile 2012

Giorno 9: Il tassista, l'WuLong Tea e i barcaroli

WuYi Shan
Oggi cadiamo nella rete di un tassista specializzato in turisti sprovveduti, meglio se WaiGuoRen. Ci frega con simpatia e allora ci facciamo fregare allegramente.

Ci dice che la barca che vorremmo prendere per costeggiare il fiume non sarà disponibile fino al pomeriggio e che ora ci può accompagnare alle cascate,
 a bere il tè, aspettarci, accompagnarci alla barca, venirci a prendere all'arrivo e riportarci all'albergo per la folle cifra di 150rmb. Neanche 20 euro. Nella clausola includo la possibilità di fermarci a fotografare ogni volta che vogliamo. Acconsente e si rivelerà anche un fotografo niente male. Ci porteremo a casa una delle due foto del viaggio in cui compariamo tutti insieme. 
Il poverino oltre a fotografarci è costretto ad andare a passo d'uomo e a fermarsi ad ogni curva perchè il paesaggio è da sogno e la famiglia Bai è eccitata come un bimbo il giorno della comunione. 
Campi di te'
Campo di tabacco
Risaie
Ci fermiamo nelle case dove si fa il tè. L'WuLong è il tè tipico di queste zone ma scopriremo che la pianta è sempre la stessa: a cambiare sono i tempi di fermentazione e la lavorazione.
Il te' si raccoglie. Ora anche con alcuni macchinari (per azionare questo  guardate comunque quanti uomini ci vogliono)
le foglie si depositano nel magazzino
si trasportano nei macchinari per la fermentazione
In questa azienda le foglie vengono lasciate a fermentare in queste botti di metallo per 18 ore. I tempi variano da zona a zona e in base al tipo di WuLong tea che si vuole produrre
le foglie vengono quindi sottoposte ad un trattamento a caldo
con questa macchina le foglie vengono arrotolate
In questa azienda le foglie vengono fatte essiccare con questo macchinario. Le ripassano 3 volte. In altre  si lasciano sempicemente al sole
In ceste al sole 
Pronte per essere degustate durante la cerimonia del te'!






















La bella navigata di un'ora e mezza nelle tipiche barche di bambù conclude la nostra ultima fantastica giornata di vacanza.
Si intravedono tombe antichissime che misteriosamente si trovano a meta' di uno sperone di roccia che sembra irraggiungibile 
Er barcarolo vaaaaaa senza coreeente
 L'indomani pioverà e, date le previsioni funeste, torneremo a casa sani e salvi un pò in anticipo ma ultra soddisfatti di queste vacanze cinesi un po' fuori dai circuiti turistici riservati agli stranieri.

venerdì 27 aprile 2012

Giorno 8: La banda dei panda

Dopo aver trascorso la notte miracolosamente indenni, con tutta calma, ci dirigiamo verso il parco della città. Sulla strada ci appare una visione: "Panda World".  Come non fermarsi?
Facciamo indigestione di ogni tipo di panda:
il panda rosso (che tra l'altro abbiamo visto giocare a basket :( )
- il classico
- il mangiatore
- il tipo da bar. O da ufficio
- il ballerino
- ma soprattutto, tenetevi forte, i panda morti dello zoo che, dopo aver dovuto rinunciare alla propria libertà per dedicare la  vita al pubblico pagante, sono stati imbalsamati ed esposti con onore nella sezione "pseudo negozio di ricordini".
La banda dei Panda
il chitarrista
il trombettista
il violinista
(e qui dovrei aprire mille post sul rapporto cinesi-animali...)
Dopo questa memorabile visione ci dirigiamo verso il parco al cui interno si trova il museo: la nostra meta. 
Curiosità: anche  in Cina i musei sono chiusi di lunedì e spesso sono gratuiti. Questo museo ci dà delle inaspettate gioie.
 È pulito, ordinato, ha didascalie anche in inglese, vetrine e luci accattivanti ma soprattutto oggetti antichi e di grande bellezza della zona del Fujian, tra cui una bara di legno a forma di nave conservatasi per oltre 3000 anni. Così pare.
C'è anche una sezione di storia naturale che, per la gioia di Gedeone e Preziosetta, è dedicata ai dinosauri.
Si parte quindi sotto la pioggia in direzione nord-ovest per WuYi Shan.
Fuzhou-WuYi Shan

giovedì 26 aprile 2012

Giorno 7: La zuppa infernale


Pinyang-Ningde-Fuzhou
Ci alziamo con la velocità dei bradipi

Alla mattina, sfogliando un opuscolo dell'albergo, ci accorgiamo che siamo vicini ad un'isola protetta dall'aspetto fantastico: Nanji island. Cerco su internet e trovo qualche notizia in un blog. Why not? Ci dirigiamo verso il fiume dove partono i traghetti per l'isola. Tutto corrisponde tranne il fatto che se non e' estate le partenze sono sporadiche ed occorre prenotare in anticipo. Nessuna possiiblita' di andare in tempi brevi. Peccato.

Proseguiamo.
Sulla strada. Monti e mare...a parte il cielo plumbeo ci pare a tratti di essere in Liguria
Per pranzo ci fermiamo a Ningde dove notiamo esistono ancora parecchi risciò e biciclette.
C'è confusione e tanto colore.
Bancarelle
Cucina all'aperto. Non penso debbano rispondere dell'haccp
Ristorantino














Partiamo quindi verso Fuzhou, in Fujian: la meta più a sud del nostro viaggio. Alla sera cerchiamo un ristorante tipico. Capiteremo, su consiglio di un tassista, in un posto che, al viaggiatore intrepido che si avventura su per gli scalini che portano al locale (una garanzia di qualità), offre solo una gamma di zuppe e verdure veramente cinesi. Da bere disponibili solo succo di frutta fatto col mais, succo di fagiolo rosso, succo di cetriolo, acqua. Capirete perché abbiamo dato retta a quel saggio detto: "niente disseta meglio dell'acqua".

Ordiniamo due zuppe. Una per i bambini "bu la de":non piccante. Per noi una "hen la de": molto piccante.
Arriva prima la nostra. Gamberetti, pezzi di pesce e di carne galleggiano tra peperoni verdi e rossi e peperoncini rossi. Cominciamo impauriti a mangiare. Non è male. Picchia un pò, soprattutto se ti finisce un peperoncino tra i denti, ma non è niente male.
Arriva l'altra. È rossa. Quasi luminescente. Il colore dell'inferno nelle miniature medioevali. Pepe verde e peperoncino la fanno da padroni. Poveri pezzi di pesci galleggiano a malapena insieme a quel che sembra pelle dura dei peggio calli da piedi e ad un mare di spicchi di aglio.
Preziosetta non si tira indietro. 
Forse la prima era la vostra bimbi.
neanche Gedeone ma e' ben piu' triste
Buon appetito.


mercoledì 25 aprile 2012

Giorno 6: Ancora con quella cazzo di storia del Qi


Dopo una colazione senza caffè, mannaggia a me che mi sono scordata di portare almeno quello solubile, e con il cielo che minaccia pioggia decidiamo di incamminarci.

Prima tappa:  Cime divine (ling feng).
Svoltando l'angolo ci ritroviamo immersi nella natura tra rocce dalla conformazione davvero particolare.
Il fiume, incredibbbbbbbile, è blu. 
Tanto che la prima cosa che ci siamo chiesti è se non l'avessero per caso colorato. Con questi cinesi non si sa mai.
C'è anche qualche pittore che armato di pennello immortala i vari punti più scenografici.
Molto suggestivo un monastero, di nuovo dedicato alla nostra dea GuanYing, ormai mascotte del viaggio, letteralmente incastrato nelle rocce.
monastero visto da vicino 
vista dall'interno del monastero
Altro monastero tra le rocce
Torniamo quindi sui nostri passi per raggiungere un'altra meta: le Cascate della piscina del grande drago (da long qiu Pubu). 
Ponticello che con pargoli al seguito (bella scusa) non ce la siamo sentita di percorrere
pappe comprabili sul sentiero
Why not?
Scissors rock
In realtà sono ben poco potenti in fatto di gettata ma con i loro 190 ma dovrebbero (il condizionale è sempre obbligatorio in questi casi) essere le più alte della Cina.




























Con un odore discutibile per le gran camminate di oggi ce ne torniamo in macchina alla volta di
Wenzhou. 

Yandang Shan- Wenzhou
Tempo stimato: 1h e mezza
Tempo effettivo: 4h e qualche interminabile minuto

Non ci arriveremo mai. Ci gireremo intorno per ore. 
I due gps (uno della macchina e uno del telefonino) questa volta risultano inservibili in mano alla famiglia Bai.

BaiLuJi, dopo che le macchine infernali ordinano di percorrere per la terza volta
 il ponte con lavori in corso in cui la velocità media è quella di una formica zoppa, ha un attacco di nevrosi . 
Foste stati nel raggio di km l'avreste sentita urlare che il viaggio era annullato e che l'indomani avrebbe di sicuro invertito la rotta verso casa. Che non sarebbe mai voluta partire ed altre amenità non certo ripetibili. 
Gedeone e Preziosetta al contrario continuano impassibili la loro gita, senza mai, pur essendo stati maltrattati in ogni modo (nutriti per giorni solo con pietanze da strada cinesi, tuc  e yogurt da bere rimasto in auto sotto il sole; stipati dietro  tra valigie, zaini e una cassa di acqua; interrogati su tabelline ed elementi grammaticali vari)  essersi lamentati un secondo.
La famiglia affamata  cena in un KFC. Il panino è celestiale. Ma non ci faceva veramente schifo???
Incappiamo in un hotel che sembra davvero un hotel.  
Lì, dopo giorni, incontriamo tre Laowai. Saranno dispersi anche loro?
Scopriamo di essere a Pingyang. Ahhh. 
Ora ne sappiamo quanto prima.